Pare che la Cina sia sulla buona strada per debellare il Virus. Ne parla Guido Santevecchi nell'articolo, riportato nel link in fondo alla pagina, dal titolo "Coronavirus, così il modello cinese ha funzionato: soltanto 36 nuovi casi a Wuhan".
Dalle sue righe ho tratto un'amara verità: con il pugno duro si ottengono i risultati desiderati e necessari. Ma perché noi, che siamo nati e vissuti in democrazia, dobbiamo arrivare a pensare che solo con la coercizione dura si possa ottenere dal Paese un comportamento responsabile e sano?
Penso a quanti qui da noi, in barba all'emergenza e a tutte le raccomandazioni dei medici, se ne sono andati in giro per l'Italia o hanno continuato a vivere la propria vita, indifferenti a ogni precauzione.
Confesso che all'inizio è stato così anche per me: ho faticato ad accettare di essere esposta a qualcosa di incontrollabile e irreparabile e, bollando il virus come una normale influenza, ho depotenziato la forza della sua minaccia.
Proprio negli ultimi anni (ad esempio in occasione degli attacchi dell'Isis) abbiamo abituato i nostri giovani a combattere i pericoli provenienti dall'esterno, spingendoli a ignorarli e a continuare a vivere ogni giorno nella "normalità". Lo hanno fatto e dobbiamo in gran parte alla loro spensieratezza e al loro coraggio se siamo riusciti a ripartire e ad arginare un fenomeno che rischiava di travolgerci.
Ora però, nel caso del Coronavirus, la situazione è diversa per molte valide ragioni: non disponiamo di cure possibili se non quelle sperimentali, non abbiamo strutture bastanti per affrontare i casi gravi né abbiamo gli anticorpi sufficienti per combattere la sua insorgenza.
E di conseguenza la strategia va cambiata e proprio perchè siamo in democrazia dobbiamo fare la nostra parte, anche se questo costa per ciascuno di noi la fatica di decidere, armonizzando le deduzioni razionali con quelle provenienti dalla nostra "pancia". Abbiamo abbastanza esperienza di libertà nel nostro DNA per poterci riconoscere il diritto/dovere di scegliere tra irresponsabilità e buonsenso e per capire cosa sia meglio fare per noi stessi e nel rispetto degli altri. Abbiamo accesso a qualsiasi tipo di informazione e la circolazione di notizie in questi giorni non manca. Credo che decidere liberamente ma agire consapevolmente sia in questo momento il dono più grande che possiamo fare non solo alla nostra salute ma al nostro sistema di vita.
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