"Linko" alla fine del mio post, uno splendido articolo, pubblicato oggi da Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera, con il titolo "L'orgoglio di un Paese ammalato".
Non saprei esprimere meglio, di quanto lui non abbia fatto, ciò che provo e sento nei confronti di questo piccolo e grande Paese cui noi tutti apparteniamo e che ci appartiene.
Grazie alla nostra comune cultura, che non fa distinzioni geografiche o di censo o di titoli accademici, sappiamo sfoderare la nostra generosità e il nostro senso del dovere, come vediamo fare in questi giorni dai nostri eroici medici e infermieri. Siamo capaci di prendere decisioni difficili e coraggiose, come stanno dimostrando i nostri governanti che sono stati in grado di superare le divisioni politiche di sempre per concentrarsi su un obiettivo più alto, quello emergenziale. L'idea del Presidente del Consiglio in carica di chiedere sostegno e idee alle opposizioni, per superare insieme questo grave momento e il fatto che queste abbiano risposto positivamente ci ha regalato uno spaccato di senso di civiltà, unità e responsabilità, di cui avevamo un forte bisogno e che ci sembravano ormai smarriti per sempre.
Che importa se all'estero continuano a servirsi delle immagini sbiadite che anche noi abbiamo contribuito a fornire loro, in passato? Oggi ci siamo, un po' diversi, impauriti, smarriti ma presenti e certamente ce la faremo.
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